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Acquistare un animale per il bambino è un rischio?

Spesso ci chiediamo se è il caso o meno di acquistare un animaletto da compagnia per i nostri bambini domandandoci se è rischioso o meno per la salute dei nostri figli.
Precisiamo che molto spesso il rischio non lo corre il bambino piccolo, ma il povero animale che verrà sottoposto alle torture del bimbo. Detto questo, un animale in casa, regolarmente vaccinato e curato non è un pericolo per il bambino anzi favorisce un rapporto stretto di genere affettivo che si manifesta tramite il contatto fisico attraverso carezze e giochi, inoltre l’animale fa subentrare delle emozioni diverse inducendo il piccolo a responsabilizzarsi, facendolo sentire utile. Oltre a questo aspetto, c’è da tener in considerazione che un animale ha una vita mediamente lunga che si aggira attorno ai 10 anni e la famiglia deve sapere che è una responsabilità non indifferente.
Un allarme suona, se in famiglia c’è uno dei genitori che soffre di allergie al pelo, in quanto potrebbe comportare al bambino un rischio per l’instaurarsi di varie allergie legate agli acari, alla polvere e al pelo di cane o gatto.

Le principali malattie che dobbiamo tener sott’occhio sono:
La Toxoplasmosi: il contagio avviene con il contatto di escrementi di gatti ammalati, per cui è necessario, fra le varie norme igieniche, pulire la lettiera tutti i giorni con i guanti. Tale malattia di solito non crea importanti problemi al bambino, ma più che altro al feto se la malattia viene contratta in gravidanza

La rabbia: è ormai quasi estinta in Italia ed è improbabile in un cane o gatto tenuto in casa ed in città. Si trasmette con il morso di cani e gatti infetti, ma è possibile prevenirla anche vaccinando l’animale;

La parossitosi: per evitare pulci o zecche occorre spazzolare periodicamente l’animale ed eventualmente trattarlo con antiparassitari;

Le micosi: possono essere trasmesse soprattutto dal gatto e si manifestano nell’uomo con chiazze rosacee sulle parti esposte.

Se si vuole acquistare un cucciolo, è preferibile aspettare che il bambino compia almeno 3 anni, in modo che possa prendersi cura in prima persona dell’animale, assolvendo alcuni piccoli incarichi come il ricambio dell’acqua.

admin

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