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Al S. Bortolo di Vicenza, si eseguono interventi alla mitrale attraverso una semplice mini-telecamera

Loris Salvador, primario di cardiochirurgia del S. Bortolo di Vicenza, esegue interventi alla mitrale solo guardando al monitor. Dal primo dicembre, infatti, con questa tecnica ha operato otto pazienti, metà vicentini. La settimana prossima continuerà con questi interventi e si stanno già ricevendo moltissime telefonate per la lista di attesa. Due casi però di estrema urgenza, gli sono stati segnalati dal primario di cardiologia dell’ospedale di Bassano Angelo Ramondo, e così il prof. Salvador effettuerà subito l’intervento.
Precedentemente al prof. Salvator, questa novità presso questo ospedale che riguarda la sostituzione della valvola aortica per via transapicale, l’aveva portata il predecessore Alessandro Fabbri, ma è un intervento diverso, che si effettua in casi estremi e su pazienti inoperabili. Qui invece l’intervento è diverso e i pazienti sono relativamente giovani, dai 40 ai 60 anni.
La valvola mitrale – spiega Salvador – è come un paracadute. Quando si rompono le corde si apre, il sangue torna indietro, e il paziente va in crisi. La tecnica tradizionale è traumatica: si apre lo sterno con un profondo taglio verticale che lascerà una lunghissima cicatrice, si spezza l’osso, si opera a cuore aperto, e si sostituisce la valvola con una protesi che può provocare seri problemi. La sua tecnica, al contrario risparmia al paziente qualsiasi manovra cruenta: solo un taglietto per praticare due fori di 5 millimetri sotto la mammella destra, poi si infila una telecamera toracoscopica in miniatura che riprende le immagini della valvola mitrale, e a questo punto, guardando sullo schermo, si fa passare i mini-strumenti attraverso l’incisione e si inizia a operare. L’intervento dura cinque ore in circolazione extracorporea, e niente protesi. In alcuni casi il primario sostituisce le corde spezzate con materiale biocompatibile; in altri le ricostruisce con un’opera di raffinato cesello chirurgico. Il paziente torna a casa dopo 4-5 giorni ed è completamente guarito, pronto per la riabilitazione. La valvola “riparata” gli durerà tutta la vita e non avrà più disturbi. Condurrà una vita normale e non più da cardiopatico.
In Italia, nessuno sa praticare questo intervento come sa fare lui. Il nostro specialista é l’unico che utilizza questa tecnica come il suo maestro belga Hugo Vanermen. Dal 2006, ha operato 300 persone con risultati sempre eccellenti. Ora ci sono file di cardiochirughi italiani e stranieri, alcuni anche piuttosto noti che aspettano di vedere da vicino come esegue questi interventi.

admin

2 commenti

  1. ma è possibile una tecnica così poco invasiva anche per intervento di bypass coronarici?

  2. sono rimasto veramente euntusiasta in che modo la cardiochirurgia stia facendo preogressi e un bel passo avanti delle tecniche mininvasive per pazienti cardiopatici. volevo domandare se si può effettuare lostesso intervento per la orte con un lieve prolasso

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