Home » Benessere » Le iniezioni di filler anti-rughe, possono causare effetti indesiderati

Le iniezioni di filler anti-rughe, possono causare effetti indesiderati

Sono sempre di più gli italiani che decidono di sottoporsi alle iniezioni di filler spiana-rughe: il “ritocchino” veloce, non troppo costoso. Ogni anno, infatti, sono circa due milioni di italiani, di cui 500 mila sono uomini ad esserne attratti, ma più di 100 mila quelli che subiscono eventi collaterali a seguito di questi trattamenti. Queste iniezioni dovrebbero essere fatte con le stesse garanzie delle iniezioni di botulino, farmaco che come tale deve essere sottoposto a rigidi controlli continuativi da parte delle autorità sanitarie. Il suo impiego per distendere le rughe, in particolare quelle di espressione fra le sopracciglia, è da ritenersi assai sicuro ma purchè i siti di iniezione siano quelli dettati dalle linee guida del ministero della Salute, cioè i corrugatori. In Italia nel 2009 non si riscontrano casi di danno permanente.
Il Centro interuniversitario di dermatologia biologica e psicosomatica di Firenze ha condotto un’indagine sulla frequenza degli effetti collaterali a seguito dell’iniezione di filler su 1500 donne fra 20 e 50 anni, così è emerso che un caso su quattro si verificano eventi avversi che richiedono l’intervento del medico. Torello Lotti, direttore del Centro e presidente Sidemast dichiara: “Su questi pazienti abbiamo rilevato un’incidenza del 10% di granulomi nella sede dell’iniezione. E ancora, in un ulteriore 5% di pazienti si è verificata la “riaccensione” di un’infezione erpetica, nel 7% dei casi un’infezione batterica e nel 3% ascessi dov’è stato inserito il filler. Complicanze da non confondere con gli effetti fisiologici dell’iniezione come gli arrossamenti transitori, i piccoli lividi, il dolore passeggero che recedono spontaneamente e non comportano alcun pericolo per i pazienti», poi aggiunge “spesso questi pazienti non sono a conoscenza del materiale iniettato. Molti medici fanno uso di filler a buon mercato, non certificati, con poche garanzie di qualità e sicurezza. Se tutti impiegassero prodotti sicuri e certificati, gli eventi avversi sarebbero senza dubbio di meno”.
Secondo la dermatologa dell’Accademia romana di dermatologia Onlus, Annalisa Pizzetti i filler non sono considerati veri e propri farmaci, “ma dispositivi medici al pari di un disinfettante: come tali non sono sottoposti a sperimentazioni cliniche che ne accertino efficacia e tollerabilità, nè a farmacovigilanza per gli eventi avversi che, a spese di medici e pazienti, vengono registrati solo dopo che i prodotti sono stati messi in commercio. Basti pensare – sottolinea – che degli oltre 150 prodotti con il marchio CE presenti sul mercato in Italia, appena 7 hanno ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration, l’ente americano per la sicurezza di farmaci e alimenti”.
A causa di queste scarse garanzie, si è mossa la Sidemast, che con la collaborazione dell’Ordine dei medici di Roma, ha istituito da gennaio un registro, che sarà possibile consultare per sincerarsi sui dermatologi che hanno i requisiti per praticare procedure di dermoestetica, nonchè medici estetici che hanno eseguito regolari corsi o master accreditati.

admin

x

Guarda anche

Dove e Come Mi Curo: i migliori ospedali per interventi al cuore

In vista della Giornata mondiale del cuore del 29 settembre, Dove e Come Mi Curo ...

Condividi con un amico