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Nuova scoperta per la Sclerosi Multipla, la causa potrebbe essere un batterio

Da una ricerca condotta da un gruppo di studiosi dell’università Cattolica di Roma, con a capo i dott.ri Francesco Ria dell’Istituto di Patologia generale e Giovanni Delogu dell’Istituto di Microbiologia, si è scoperto che alcuni topi, entrati in contatto con un comune batterio modificato, della famiglia di quelli che provocano la tubercolosi, ma assolutamente innocuo per l’uomo, hanno sviluppato la patologia della sclerosi multipla.

La scoperta potrebbe aprire la strada a nuove terapie.

Lo studio italiano, è stato pubblicato sulla rivista Journal of Immunology, e dimostra come questo batterio possieda proteine simili a specifiche molecole del sistema nervoso umano che infiammando la guaina mielina che protegge i nervi, scatenerebbe una reazione del sistema immunitario.

Questa sperimentazione, finanziata dall’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism), se dovesse venire confermata l’ipotesi dell’aggressione batterica, potrebbe essere curata in futuro con un vaccino.

Ricordiamo inoltre, che il 23 gennaio 2010 a Vicenza, si è tenuto un importante convegno su CCSVI e SCLEROSI MULTIPLA organizzato dalla “Fondazione Smuovilavita” a cui a preso parte il dott. Paolo Zamboni, ricercatore dell’Università di Ferrara, chirurgo vascolare, che con la collaborazione del dott. Fabrizio Salvi ha dimostrato la scoperta della sua ricerca; ossia che la CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale) è una malattia vascolare, che porta a diversi restringimenti nelle vene, e vengono colpiti cervello e midollo spinale, incapaci di drenare il sangue non ossigenato e le tossine.

Tali restringimenti non sono legati alla sclerosi multipla (tipo malformativo), ma nel 90% dei casi la CCSVI è associata alla sclerosi multipla.

Dunque le due malattie sarebbero collegate tra loro. Conferma arrivata anche da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Buffalo (New York).

Il dott. Zamboni, per la cura della CCSVI ha sperimentato un trattamento “endovascolare”: si tratta di una terapia che non necessita di ricovero, di anestesia o di bisturi.

Viene introdotto da un radiologo un catetere attraverso una puntura endovenosa e questo viene fatto passare nelle vene del paziente.

Raggiunte le vene bloccate viene inserito un palloncino che dilata il restringimento. In alcuni casi possono essere necessari anche 2 sedute a distanza di qualche mese.

La Sclerosi Multipla, purtroppo, è una grave patologia del sistema nervoso centrale, cronica e spesso progressivamente invalidante. Può colpire le persone dai 15 ai 50 anni anche se l’incidenza maggiore è nella fascia d’età compresa tra i 20 e i 30 anni.

admin

0 Commenti

  1. Un batterio comune…….. i topi…..
    perchè sono così fortunati i topi che si riesce subito a scoprire il farmaco o il vaccino miracoloso x salvarli. La prossima volta vorrei nascere topo….. no meglio rimanere uomo e avere la fortuna di essere Liberato dalla SM, così come è successo a me.!!

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