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In Italia la vecchiaia arriva dopo gli ottantanni

Nel nostro Paese, secondo un sondaggio condotto in vari Stati del mondo, intervistando circa 1000 persone ultra 60enni, la vecchiaia inizia dopo gli 80anni.

Il rapporto è stato diffuso dalla London School of Economics, il Bupa Health Pulse 2010.

Dai dati raccolti, emerge che il 70% degli italiani over 65 non si sente anziano, nel 40% dei casi, infatti, sostiene che la vecchiaia inizi ben dopo la pensione, intorno agli 80 anni, mentre nel 72% si sente in ottima forma.

Anche l’Auser, la principale realtà italiana impegnata per l’invecchiamento attivo degli anziani, è concorde con questo studio.

Ebbene, si scopre che Veneto, Lombardia e Toscana sono le regioni dove le Università della terza età contano più volontari, per un totale di 5.851 persone (circa il 76% del totale), mentre nel Mezzogiorno i volontari sono meno ma più impegnati nel lavoro: in Campania (28.558), in Puglia (11.105) e in Sicilia (10.237).

Solo una piccola parte di loro è affetta dalla depressione da invecchiamento, vale a dire la paura di ammalarsi. Tra le malattie che preoccupano di più: la perdita della memoria, il cancro e l’Alzheimer.

Degli intervistati, solo il 23% ha pensato di mettere dei soldi da parte, mentre 3 su 4 sostengono di affidarsi alle cure dei propri familiari, cosa che molto spesso non accade.

Jose-Luis Fernandez, ricercatore della London School of Economics, ritiene che gli anziani abbiano diritto a cure personalizzate di qualità, pertanto, la soluzione è solo una“Stimoliamo tutti a iniziare a pensare alla propria assistenza futura, iniziare a parlarne con le proprie famiglie e a prepararsi a essa”.

admin

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