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Il dibattito sulle cavie: utile ma senza eccessi

L’ultimo eclatante risultato della scienza, il farmaco che permette a topi paralizzati di riprendere a camminare, ha scatenato di nuovo i dibattiti accesi sull’uso delle cavie. Dove per “cavia” si intende qualsiasi tipo di animale utilizzato per esperimenti medici, dai piccoli topi, alle scimmie, ai cagnolini Beagle.

Il dibattito è giusto e ci sta tutto. Ma deve sempre cercare di non superare certi eccessi. E’ vero che fa male al cuore sapere che tanti piccoli animali vengono APPOSITAMENTE infettati, drogati, resi paralitici o inoculati con cellule di cancro per sperimentare su di loro una ricerca che possa, in futuro, guarire l’uomo. Ma è anche vero che spesso gli stessi vengono guariti dalle cure testate. L’alternativa sarebbe usare l’uomo stesso … e anche su questo punto si levano proteste morali da più punti. Esistono, infatti, persone che volontariamente (perchè malate o perchè pagate) si prestano a far da “cavie” nei laboratori di mezza Europa, e ciò scatena sospetti e discussioni ancor più accese.
Sia chiaro che la scienza tutta si basa su esperimenti che prima o poi DEVONO essere fatti. Medici famosi, in passato, provarono su se stessi i virus che intendevano curare e lo hanno fatto per amore della ricerca e per amore verso l’umanità che tentavano di aiutare. Si dovrebbe quindi trovare un punto di equilibrio tra la rabbia contro ricerche sugli animali per scopi frivoli (ad esempio per i cosmetici) ma che riconosca necessario questo lavoro quando si tenta di salvare molte vite.

admin

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