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Trapianto di trachea con staminali. Due anni dopo, la certezza: è riuscito

Il miracolo delle staminali comincia a dare i primi concreti risultati. Queste cellule, in grado di riprodursi “copiando” l’ambiente che hanno intorno e le funzioni delle cellule a loro vicine, sembrano davvero la soluzione ultima e più valida contro il rigetto e contro il deterioramento degli organi umani.

Due anni fa, presso il Great Ormond Street Hospital di Londra, è stato eseguito il primo importante trapianto con staminali su un bambino di 10 anni nato con la trachea troppo stretta e sottile, che gli impediva di nutrirsi normalmente e anzi lo costringeva a mandar giù soltanto liquidi. Il trapianto era necessario, ma una parte del corpo così importante non poteva essere innestata senza prevenire tutti i rischi del caso.

Così, una volta ricevuta la trachea da un donatore italiano, questa fu trattata con cellule staminali fatte “crescere” su di essa così da assumere le caratteristiche delle sue stesse cellule. E solo dopo fu impiantata nel ragazzino. All’intervento partecipò anche il professor Paolo Macchiarini e tutto andò per il meglio, ma la situazione è stata monitorata per tutto questo tempo per avere certezza. Oggi, a due anni dall’intervento, si può dire con assoluta sicurezza che il ragazzo sta bene, che non ci sono state crisi di rigetto e che il problema è stato risolto per il meglio.

admin

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