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Come Celeste: il tribunale dovrà decidere per le cure staminali di una bimba catanese

Dopo la piccola Celeste, un’altra bambina finisce nelle mani di un giudice per ottenere la cura che (pare) la stava aiutando a migliorare parecchio. Lei si chiama Smeralda, vive a Catania, o meglio dentro un reparto di Terapia Intensiva Pediatrica dell’ospedale Garibaldi, nella città etnea, dove combatte per la vita ad appena 17 mesi.

La bimba era finita in coma già alla nascita, per colpa di una asfissia al parto, ma da qualche tempo grazie alle cure a base di staminali presso l’ospedale di Brescia, proprio come Celeste, stava ottenendo insperati miglioramenti. I genitori hanno così chiesto l’autorizzazione al giudice per poter continuare anche loro le cure per la loro piccola che, sebbene non rischi la vita come la bambina veneziana, rischia di rimanere in stato vegetativo per sempre.

Mia figlia doveva morire, oppure restare attaccata alle macchine per tutta la vita” dichiara la mamma di Smeralda “Ma con le cure a base di staminali aveva cominciato a respirare da sola, senza l’ausilio dei tubi. Un piccolo miracolo, se volete, ma una grandissima speranza per noi!”. L’Agenzia del Farmaco e il Ministero continuano ad esprimere dubbi e hanno paura che la “fame da staminali” possa portare la gente ad accettare anche cure senza controllo. Ma intanto a Brescia si sta organizzando un sit-in davanti al tribunale per chiedere a gran voce la ripresa delle terapie presso l’ospedale Civile. Intanto Smeralda, Celeste e tanti altri bambini (ma non solo) attendono una sentenza che vale una vita.

admin

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