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Un'anomalia genetica permette al cancro di "nutrire se stesso"

I globuli rossi (eritociti) che contribuiscono a formare il nostro sangue sono importantissimi in quanto garantiscono la vita in tutto e per tutto. Essi, infatti, trasportano ossigeno e portano via l’anidride carbonica garantendo il ricambio e il buon funzionamento di tutti i tessuti e gli organi. Purtroppo, però, se i globuli rossi funzionano all’interno di una massa tumorale diventano un grave pericolo.

“Fabbricare” nuovi globuli rossi significa garantire vita e salute anche alle cellule tumorali, ed è proprio quello che succede in alcuni casi di cancro. Grazie a una mutazione genetica particolare, questi tipi di cancro che si sviluppano nelle cellule endocrine sono in grado di creare eritociti e di nutrire se stessi risultando così “imbattibili”. Ma la scoperta fatta dai ricercatori americani della sezione di neuroendocrinologia del National Institute of Child Health & Human Development forse può fermare questo processo.

Analizzando i tessuti cancerosi si è visto che esisteva un’anomalia nel gene HIFs. Tale anomalia permette a questo gene (normalmente addetto a codificare la carenza di ossigeno) di demolire le proteine molto più lentamente e in condizioni di bassa concentrazione di ossigeno. Questa situazione stimola un ormone che favorisce l’aumento di globuli rossi. Tutto il processo si accelera e di questo ne traggono vantaggio le cellule tumorali che continuano a nutrirsi e a crescere. Una volta scoperto questo meccanismo, si potrà finalmente agire sul “motore” che accelera la crescita del cancro.

admin

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