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Niente soldi alla Ricerca, ma un'IMU altissima che la distrugge

Soldi che escono e non rientrano più. Una ricerca scientifica povera ma volenterosa, che si dà da fare con gli aiuti delle persone, con le raccolte solidali delle associazioni, che deve ancora ricevere dallo stato 10 milioni di IVA ma che intanto è costretta a pagare… ancora e ancora.

E’ la protesta acuta che si leva dal panorama scientifico italiano dopo le batoste immani che la nuova tassa sugli immobili, IMU, ha dato a edifici e laboratori di tutto il territorio. La neonata Città della Speranza, la torre dedicata alla ricerca sulle leucemie infantili, è costretta a pagare 89.400 euro, l’istituto Mario Negri per la ricerca sul cancro addirittura 360.000 e così via.

Non sono scampate al massacro nemmeno l’AIRC, la FIRC, l’istituto nazionale per le ricerche contro il cancro e tanti altri enti che usano i soldi per ricerche importantissime e che faticano spesso a racimolarli. In un’Italia che immeritatamente sprofonda al 33° posto nel mondo quanto a impiegati nel settore della ricerca scientifica e perfino Israele, con tutti i problemi che ha, investe più di noi nell’eccellenza della ricerca. Una ricerca che ha portato grandi soddisfazioni al Paese, ma che ancora troppo spesso vede fuggire all’estero… verso istituzioni migliori e meno burocratiche… le sue migliori menti.

admin

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