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La fibrosi cistica non è contagiosa, ma la scuola non ci crede e allontana un bimbo di 5 anni

La scuola non può essere scambiata per un ospedale e non può quindi assistere persone affette da malattie infettive“. Con queste parole una coppia di Montepaone, provincia di Catanzaro, si sarebbe vista rifiutare l’iscrizione all’asilo comunale del proprio bambino di 5 anni. Il piccolo soffre di fibrosi cistica, una malattia seria ma non contagiosa.

E difatti, se è vera la motivazione citata, non è del contagio che si preoccupava la scuola ma di dover perdere tempo con l’assistenza di un ragazzino malato. E’ quel che denuncia, con una lettera al Ministero dell’Istruzione, Silvana Mattia Colombi, presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica onlus decretando ancora più gravi i motivi dell’esclusione se basati su questa convinzione.

I genitori del bambino e la stessa onlus hanno più volte cercato di spiegare cosa sia la fibrosi cistica, una malattia che attacca gravemente il sistema respiratorio e digestivo, mettendo spesso a rischio la vita del paziente… ma certamente non è una malattia che si trasmette per contagio, e dunque il bambino non è un pericolo per compagni e maestre. Discorso semplice e chiaro che, per fortuna, è stato capito bene dall’asilo di Soverato che infine ha accolto il bambino, ma che costringerà i genitori ad accompagnarlo ogni mattina a diversi chilometri di distanza da casa … aumentando così le difficoltà che la famiglia ha già caricate sulle spalle.

admin

0 Commenti

  1. Buona sera.Volevo intervenire su un tema delicato e rivolgere alcune domande a chi si è sostituito nelle altre professioni. 1)- Qual’è il titolo di questo preside per affermare che tale patologia e infettiva? 2)- Farebbe meglio di aggiornarsi o perlomeno documentarsi prima di offendere una famiglia. 3)- Con quale motivazione e coraggio intende confrontarsi con le diverse autorità? Mi fermo quì, poichè chi scrive e il papà di una bimba di soli 13 anni scomparsa da poco con le medesima patologia e devo dire che quando mia figlia non poteva andare a scuola ho chiesto alla Dirigente Scolastica l’attivazione delle lezioni domiciliari così da non continuare gli studi. Richiesta è stata accolta molto favorevole anche da tutti i docenti in brevissimo tempo e sempre in virtu delle linee guida della Legge.

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