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Se gli antidolorifici uccidono il fegato…

Noi li conosciamo come “antidolorifici” e li usiamo senza problemi quando abbiamo mal di testa, dolori mestruali, dolori cronici alla schiena. Li usiamo per non sentire troppo il dolore dopo una botta, ma usiamo anche i loro principi attivi in alcune medicine che curano il raffreddore. Alla base di tutto c’è il paracetamolo che, a quanto pare, fa bene se usato in quantità moderate ma -se in eccesso- rischia di uccidere il fegato!

In Italia e nel mondo si fa un uso smodato degli antidolorifici. Un po’ perchè meno abituati dei nostri nonni a sopportare la sofferenza, un po’ perchè la società ci vuole sempre attivi e in forma, l’abuso di questi medicinali e di questo elemento sono ormai all’ordine del giorno. L’università di Liverpool (ironia della sorte, la parola “liver” in inglese sta per “fegato”!) ha avviato degli studi per riuscire a capire in tempo quando il troppo paracetamolo mette a rischio il fegato del paziente.

L’overdose da paracetamolo nella sola Inghilterra porta al ricovero circa 90.000 persone ogni anno, e per i medici è un dramma perchè curare questo tipo di intossicazione non è semplice eppure si deve fare in fretta, per evitare danni al fegato. Capire prima, per tempo, aiuterebbe moltissimo e grazie a un nuovo test che si basa su alcune proteine e su un tipo di Rna trovato nel sangue si potrà far molto. Infatti i biomarcatori individuati con questo test riescono a rilevare possibili danni al fegato anche dopo ore dall’ingestione del medicinale.

admin

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