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Il segreto dell'immortalità? Forse risiede nell'ipotalamo

Un gruppo di scienziati dell’Einstein College of Medicine di New York è forse arrivato a un passo dalla scoperta dell’immortalità! Una parola grossa a dirsi, ma se le ricerche ulteriori confermeranno quanto visto già nei topi, ovvero che l’invecchiamento sarebbe “solo” frutto di una infiammazione … potremmo anche fermarlo.

I test condotti sugli animali da laboratorio hanno individuatonella sezione del cervello chiamata Ipotalamo un complesso di proteine chiamate NF-kB. Quando si invecchia, queste proteine sono al centro di un processo di infiammazione irreversibile… almeno così si credeva. In realtà si è visto che sui topi si può “manipolare” tale infiammazione, aumentandone l’intensità o diminudendola. Quando l’infiammazione si aggravava i topi cominciavano a invecchiare velocemente, anche se non avevano ancora raggiunto una età adulta.

La contro prova dunque sarebbe fermare questa infiammazione e dunque ottenere l’effetto opposto. Qualcosa del genere si potrebbe ottenere attraverso il rilascio degli ormoni della riproduzione cioè le GnRH (gonadotropine). Se questo fosse confermato dai risultati attesi dai prossimi studi, si potrebbe davvero dire che l’uomo ha scoperto l’immortalità… o se non altro il modo di ritardare a proprio piacimento l’invecchiamento e la fine della vita.

admin

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