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Alzheimer: è l'azione di una proteina che lo diffonde

Forse c’è lei, la proteina caspasi-2, dietro la diffusione di una delle più drammatiche malattie del pianeta, il morbo di Alzheimer. Chi ne viene colpito perde progressivamente tutte le capacità cerebrali (cognitive, mnemoniche) e si aliena dal mondo, cambiando carattere a volte non riconoscendo nemmeno i propri cari. Una malattia legata all’età anziana ma che deve essere scoperta prima, per poterla contrastare almeno un poco.

Una ricerca condotta su animali, presso il Columbia University Medical Center (CUMC) negli Stati Uniti, ha evidenziato la possibile azione di questa proteina nel processo di aggravamento e diffusione del disturbo nel corpo. Se è presente beta amiloide (cosa che accade spesso nei malati di Alzheimer) la proteina caspasi-2 agisce sui neuroni causandone la morte. La proteina è normalmente utile per le funzioni delle sinapsi cerebrali ma quando lavora in eccesso, appunto stimolata dalla presenza di beta amiloide, finisce col creare danno.
Rimuovendo caspasi-2 da alcuni topi di laboratorio malati di una malattia degenerativa simile all’Alzheimer si è visto un netto miglioramento nelle capacità di memoria e una forte regressione di alcuni altri sintomi, segno che i neuroni riprendevano vita e funzionalità senza l’azione di questa proteina su di loro. Un’idea da applicare anche agli umani per vedere se si è finalmente imboccati la strada giusta per la cura.

admin

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