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Padova: parenti di trapiantato perseguitano i medici. Fermati dalla polizia

Un uomo di 40 anni ricoverato in ospedale per un trapianto di fegato, primo della lista, viene finalmente operato e rinasce a nuova vita. Detta così sembra una bella storia a lieto fine, invece è solo il contorno di un film dell’orrore vissuto da cinque medici dell’ospedale di Padova. Per fortuna tutto si è risolto bene, ma si è temuto di dover assistere a una tragedia per colpa dello “stalking” insensato attuato dai parenti del paziente.

In lista di attesa da anni, quando è arrivato il suo turno per l’operazione la famiglia di questo paziente siciliano era talmente spaventata all’idea che qualche intoppo potesse far saltare tutto che ha avviato una vera e propria persecuzione nei confronti dei medici. Hanno cominciato con l’appostarsi fuori dal reparto, chiedendo ogni giorno quando il parente sarebbe stato operato e il perchè di eventuali ritardi. Poi hanno cominciato a seguire i medici anche fuori dall’ospedale, e sono arrivati puntuali i messaggi intimidatori (“Vai al mare mentre lui sta male?”, “Hai studiato per niente”, “Se non lo operi subito in ospedale ci finisci tu” e così via).

Autrici dell’assurda persecuzione -dato che l’uomo era primo della lista e avrebbe avuto il trapianto di fegato senza nessuna ulteriore attesa- le sorelle del paziente, due donne di Messina, il marito albanese di una di loro e un amico. La polizia ha diffidato tutti ad avvicinarsi all’ospedale, ai medici e ai loro familiari. Ormai la vicenda si è felicemente conclusa, soprattutto per l’ignaro paziente, ma certamente sulla fedina penale dei parenti rimarrà una traccia importante per tutta la vita.

admin

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