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Infarto per un medico del Pronto Soccorso: sotto accusa il super-lavoro

E’ successo a Casarano, in Puglia, ma potrebbe succedere ovunque in Italia. Un medico, anche relativamente giovane, il neurochirurgo Donato Rizzo, di 52 anni, viene colto da infarto dopo aver visitato 42 persone in meno di tre ore a ritmi vertiginosi e impensabili. Succede al pronto soccorso, uno dei tanti reparti che in Italia oggi “funzionano male”. La gente giustamente si lamenta e dà la colpa ai medici, ma chi ha davvero colpa sono i tagli sul personale e soprattutto il mancato rispetto delle leggi europee sui turni ospedalieri che stanno costando al nostro Paese una multa salatissima ogni anno!

La legge europea impone turni ospedalieri intervallati da 8 o 10 ore di riposo, a seconda del ruolo del medico. Una legge mai applicata in Italia, perchè molte figure di medici sono assurdamente equiparate a quelle di impiegati statali. Come se curare un codice rosso al pronto soccorso fosse la stessa fatica di timbrare fogli di carta su un tavolo! Ma questa legge non può essere rispettata perchè da anni non si fanno concorsi per assumere nuovo personale e i pochi ospedalieri che ci sono devono sobbarcarsi i turni di due o tre colleghi, pensionati o licenziati.

Il dottore pugliese, crollato in mezzo al corridoio dell’ospedale e subito soccorso, ha infine ripreso conoscenza ma deve rimanere sotto osservazione perchè il suo cuore è stato colpito duramente. La situazione lavorativa di Casarano era impossibile, con un solo medico e tre infermieri a gestire un grande pronto soccorso pieno di pazienti. Occorre anche dire che la gente, spesso, ricorre al pronto soccorso per banalità (il taglietto sul ginocchio del bambino, una storta alla caviglia) mettendo sotto pressione il personale che deve anche gestire emergenze vere. La cosa più incredibile è che, mentre gli infermieri cercavano di rianimare il dottore colto da infarto, i pazienti in sala d’attesa li insultavano e urlavano contro di loro per essere stati “ignorati”. Perchè nell’Italia delle facili polemiche e delle arroganze, un dito tagliato vale più della vita di un uomo.

admin

0 Commenti

  1. Tutto vero. Unica puntualizzazione: sostituire al penultimo periodo l’avverbio “incredibile” con “indicibile”. Per chi ci lavora infatti non ha nulla di incredibile: succede ogni giorno più volte per turno. Medici e infermieri non hanno più nemmeno il diritto di diventare, loro malgrado, essi stessi dei pazienti. Questo grazie a “politiche” disgraziate, vere ed uniche responsabili di quella “malasanità” che, grazie anche a certa stampa sensazionalista e superficiale, viene invece identificata dal Paese con chi, grazie a impensabili sacrifici, riesce ancora a farla funzionare.

  2. Sono infermiere ed ho lavorato in PS. Ebbene non ho mai visto medici ammazzarsi di fatica (intendo quella fisica). Al contrario ho visto e vedo tutt’ora infermieri correre da una parte all’altra per i motivi che avete sopra citato. Penso che si sia trattato solo di una tragica fatalità. Il problema è che gli infermieri sono rappresentati in maniera indegna al contrario dei medici.

  3. @Pelmo

    Un “infermiere” che pensa (e sostiene) che lo stress psichico non possa determinare da solo una sindroma coronarica acuta non ha capito nulla del lavoro che fa. Anch’io ho visto infermieri “fancazzisti e imboscati” ma non ne faccio una distinzione di categorie ma, bensì, di singole persone. Per ampliare le tue conoscenze (che non sembrano molto approfondite) ti informo che quella dei medici è la categoria professionale che paga il maggior tributo in termini di cardiopatia ischemica (sindrome coronarica acuta). Per contro non conosco molti infermieri sotto stress per timore di errori dignostico-terapeutici nella maggior parte dei casi (lo dicono le sentenze) presunti.

  4. I migliori auguri di buona e pronta guarigione al medico.

    • Grazia Musumeci

      Purtroppo non possiamo postare commenti “pesanti” ma comprendiamo il suo sfogo contro chi -davanti a un uomo che rischiava di morire- insultava gli infermieri pensando solo ai fatti propri.

  5. Per rispondere a Pelmo volevo dire che ci sono diverse tipologie di PS.evidentenente dove lavora lui vedranno non piu ‘di dieci pazienti al giorno .Quando diventano 100 la musica cambia.

  6. Pelmo sei il solito frustrato che se le prende coi dottori “ricchi e cattivi”, perfetto rappresentante di questa guerra tra poveri che potremo solo perdere se non lavoriamo insieme.

  7. Francesco Quercia

    Io credo che nello stato in cui versano i p.s. oggi..Infermieri…Oss…e Medici sono ormai sullo stesso.piano..con differenti responsabilità.. Ma con un carico.di.lavoro ormai insostenibile..ve lo dice uno graziato dopo circa 15 anni di P.S. da uno stato di salute precario..e che ora in un reparto di Pediatria riesce in a respirare da corca un anno.Io vado in P.S. tutti i giorni ed i medici.Infermieri ed Oss ridotti al lumicino scoppiano fra resse..grida…carichi di lavoro eccessivi..doppi turni…ecc.ecc. Quindi lo Stress lo fa da padrona!

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