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La dipendenza da Smartphone diventa un film

Un piccolo film , un documentario, un “corto” per spiegare la nuova droga del secolo: lo Smartphone! Grande come un astuccio da occhiali, onnisciente, onnipresente, il telefonino di nuovissima generazione è ormai nelle mani di tutti e nonostante i costi elevati e la crisi pare che in tanti possano permetterselo. E non possano più farne a meno.

La dipendenza da telefono è stata codificata come una vera e propria malattia, un disturbo mentale da equiparare alla dipendenza da droghe, alla bulimia e alla dipendenza da alcolici. Ci sono persone che non possono resistere nemmeno 5 minuti senza controllare il telefono e le sue mille applicazioni (ultima in ordine di arrivo: la App che vi dice esattamente quando siete felici e dove!). Una dipendenza che porta queste persone a essere chiuse fuori dal mondo, a rovinarsi gli occhi e a non distinguere più bene la realtà reale da quella virtuale.

Saremmo in grado di resistere un giorno intero senza il nostro Smartphone? Questo si è chiesto l’autrice del corto “I forgot my Phone”, l’americana Charlene De Guzman che ha tramutato questa curiosità in immagini, creando un piccolo film che ipotizza ironicamente questa “tragedia” del XXI secolo. Un mondo in cui, se dimentichi il tuo telefono per 24 ore, ti ritrovi circondata da “zombie” che ti escludono dalla vita e dalla comunicazione. Un’umanità che si perde dentro micro-circuiti, sviluppando senza nemmeno saperlo una forma di alienazione psichica anche grave. Rimediare in fretta è un dovere.

admin

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