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La "mappa di Google" entra nel cervello: ecco il Connettoma

Un tempo c’erano solo i nostri occhi e i segnali stradali. Conoscevamo le vie e le seguivamo nel momento in cui ci trovavamo sul posto. Poi sono nate le mappe, che ci illustravano i percorsi ma lasciavano sempre a noi la decisione su come e dove seguirli. Infine venne l’era della “mappa di Google” e dei navigatori, che oltre a indicarci le strade ci dicono come muoverci su di esse con largo anticipo. Qualcosa di simile sta succedendo con gli studi sul cervello, come rivela Sebastian Seung nel suo libro: “Connettoma, la nuova geografia della mente”.

Il cervello umano è già stato studiato e analizzato nei dettagli: materia grigia, materia bianca, neuroni, connessioni, cellule, aree. Sappiamo come è strutturato e come si muove ma nessuno aveva mai analizzato nel dettaglio proprio quel movimento per capire in quante mosse avveniva. Oggi si sta procedendo anche in questo, lo chiamano CONNETTOMA, derivando la parola dalla mappatura del GENOMA. Se il genoma ci dice da dove veniamo, come hanno lavorato i nostri geni per formarci, il “connettoma” ci dice come cambiamo durante gli anni. Infatti, se il nostro cervello funziona in un certo modo è merito dei geni, ma man mano che facciamo esperienze il suo modo di funzionare cambia … grazie alle “connessioni”.

Il “connettoma” è il “navigatore” che ci dice come stiamo cambiando e come mai alcuni neuroni prima attivi ora sono inattivi o viceversa. E’ il punto di incontro che cerca di mettere insieme la natura (i geni) e la vita vissuta (esperienza). Questa mappa speciale si potrà usare per capire in anticipo come cambierà il cervello di una persona a rischio Alzheimer, Parkinson e simili. Potrà anche essere utile alla tecnologia, analizzando le capacità di apprendimento e i limiti verso i quali si potranno spingere in futuro. D’altra parte gli studi sul “connettoma” sono strettamente legati all’uso di tecnologie particolari senza le quali non sarebbero mai potute nemmeno iniziare.

admin

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