Home » Benessere » Palermo: sette anni dopo l'esperimento Emergency, cittadinanza a Gino Strada

Palermo: sette anni dopo l'esperimento Emergency, cittadinanza a Gino Strada

E’ un ex ospedale psichiatrico di via La Loggia a Palermo, la prima sede siciliana dell’ospedale “degli ultimi” voluto dal dottor Gino Strada, direttore di EMERGENCY. Un ospedale nato dopo una lunga esperienza in giro per il mondo, quasi 20 anni passati a curare i poveri e i disperati degli angoli più dimenticati del pianeta. Salvo poi aprire gli occhi su realtà più vicine e scoprire che anche nel cuore della “ricca” Europa c’è chi non può permettersi le cure.

Così, sette anni fa, la decisione di aprire un’ospedale di Emergency nel cuore di Palermo e accogliere tra le sue mura i poveri, gli immigrati, le persone che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, ma anche volontari e medici disposti a donare il loro tempo a una causa giusta. Da allora, in Italia, gli ambulatori di Emergency si sono moltiplicati a conferma che si sentiva il bisogno di questo aiuto anche in occidente. L’esperienza si è poi adattata ai tempi e alle emergenze correnti, per cui a Siracusa è nato l’ambulatorio “mobile” che può spostarsi e correre, ad esempio, nelle zone degli sbarchi quando arrivano a centinaia i disperati ammassati nei barconi.

Per tutto questo, e per quello che in futuro ancora si può fare per la Sicilia e non solo, questa settimana Gino Strada riceverà la cittadinanza onoraria della città di Palermo fortemente voluta dal sindaco Orlando. Lui, il grande medico, accetta con un sorriso ma ha già la testa altrove. Al reparto pediatria che ha bisogno di colori nelle stanze dei bambini, a quel particolare macchinario che serve in radiologia, a come aiutare i medici a organizzare il tempo e il lavoro. Perchè un vero medico non si ferma mai e davanti a una onorificenza mette sempre e comunque l’emergenza, la vita umana.

admin

x

Guarda anche

SIDS: tra le cause l’eccesso di serotonina

L’eccesso di serotonina potrebbe essere la causa della Sindrome della morte in culla. Ad ipotizzarlo ...

Condividi con un amico