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Stamina: ieri, a Firenze, corteo in difesa del metodo di Vannoni

C’era Michele, che ha 20 anni … c’era Sofia, con i suoi genitori Guido e Caterina DeBarros … c’erano Rosa, Luca, Andrea, Sandro. Erano centinaia le persone che ieri pomeriggio in corteo si sono unite al centro di Firenze per difendere il diritto alla speranza, per protestare contro il blocco delle cure di Stamina. Il loro motto, durante la marcia, è stato “Credere, amare, resistere”.

Ci credono, e resistono per amore i genitori dei tanti bambini malati che, grazie a Stamina, stanno registrando miglioramenti. Almeno questo dice la mamma di Sofia, giurando che la bimba era data per morta alla nascita e invece dopo 3 anni e mezzo è ancora qui e respira e parla. “Siamo qui perché ci venga riconosciuto il diritto alla salute dei malati senza speranza” spiega proprio la signora, che non crede al momento vi siano alternative a Stamina.

In effetti, i progressi di Sofia sono evidenti. La stessa pediatra che la segue stenta a riconoscere nella bimba forte e vivace di oggi l’esserino minuto, perennemente tormentata dal vomito e incapace di reggersi in piedi che aveva visto il primo anno. La mamma di Sofia insiste, e con lei altri parenti di persone malate, che in due anni di terapia nessun paziente ha sofferto di effetti collaterali, nessuno ha registrato regressioni anzi, al contrario, sempre costanti miglioramenti. Ma i pareri diretti dei malati e dei loro parenti non sembrano interessare gli esperti che, dopo aver stilato la loro relazione sulla pericolosità del metodo di Vannoni, hanno convinto il ministero a imporre lo stop alla sperimentazione, al punto che i milioni di euro stanziati per iniziarla verranno devoluti alla ricerca per le malattie rare.

admin

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