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Ecco come il cervello respinge i virus dal proprio "territorio"

Ci sono virus che possono attaccare direttamente il nostro cervello: entrano nel corpo tramite naso e orecchie e attraverso le mucose arrivano in profondità. Tra questi virus: quello della poliomielite, della rabbia, dell’influenza. Eppure, nonostante le vie di accesso e di diffusione, quasi mai questi virus entrano veramente nel cervello e lo danneggiano. Alcuni ricercatori si sono domandati, tramite uno studio, come mai.

Anche quando le infezioni attaccano ferocemente il bulbo olfattivo stentano ad arrivare al cervello, che è l’organo più prossimo. Deve esserci dunque un sistema di difesa speciale, molto più organizzato del sistema dei nostri anticorpi normali. Ecco come il team del professor Van den Pol, di Yale, ha scoperto il meccanismo di protezione a oltranza del cervello. Dai loro studi sarebbe emersa la presenza di “segnali” particolari che mettono in comunicazione le cellule del bulbo olfattivo con le molecole del cervello.

Quando questo contatto avviene, il cervello capisce che c’è un pericolo imminente e comincia a produrre l’interferone antivirale, una misura di contrattacco al virus. La prova che sia questo il metodo di difesa è data da alcuni test sui topi: gli animali in cui le molecole cerebrali possedevano i recettori per comunicare con le cellule del bulbo bloccavano l’infezione prima che giungesse al cervello … quelli invece le cui molecole non comunicavano col bulbo subivano la malattia. Si tratta di molecole diverse dagli altri neurotrasmettitori. Il sistema di comunicazione sfrutta infatti una trasmissione a distanza un milione di volte maggiore di quello di una normale sinapsi. Una sorpresa anche per gli scienziati che non smettono di stupirsi davanti al mistero del corpo umano e alle sue sorprese!

admin

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