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Stimolazione elettrica ridona il movimento ai paraplegici

La novità che promette di essere eclatante arriva dalla fondazione Christopher e Diana Reeve, voluta dal famoso attore interprete di “Superman” e rimasto inchiodato alla sedia a rotelle dopo un tragico incidente di equitazione. Presso la sua fondazione si stanno portando avanti studi per ridare speranza a chi vive la stessa situazione di Christopher e magari per farli guarire, cosa che per lui non è stata possibile dato che è morto dieci anni fa.

Lo studio pilota era già partito nel 2009 e tentava di stabilire se la stimolazione spinale, il movimento costante e le cure tradizionali insieme potessero aiutare il corpo di chi è rimasto paraplegico a ritrovare un minimo di “risveglio”. Il primo a sperimentare la cura fu Bob Summers, paralizzato dal petto in giù, che ebbe impiantati in corpo 16 elettrodi che inviavano impulsi al midollo sotto il punto della lesione. Oltre a ciò, il ragazzo continuava le cure e i suoi allenamenti fisioterapici. Il risultato è stato che, sette mesi dopo l’inizio della terapia, riusciva a tenersi in piedi da solo e a controllare i movimenti volontari delle gambe. Un risultato straordinario che è stato seguito da ulteriori miglioramenti, come il controllo della vescica e della attività sessuale. E’ stato così che, dopo Summers, altri tre pazienti hanno sperimentato la nuova cura: due di loro avevano una completa paralisi motoria e sensoriale mentre un terzo, come Summers, una paralisi con piccoli segni di sensibilità. Negli altri casi, addirittura sono bastate poche settimane per ritrovare i movimenti di alcune parti del corpo, con una nuova rapidità che convince sempre più i ricercatori che sia questa la strada giusta: una combinazione di allenamento fisico, elettrostimolazione e terapie tradizionali. La particolarità di questo metodo è che nacque come supporto antidolorifico e nessuno immaginava che potesse avere questi risvolti eccezionali in così breve tempo.

admin

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