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Gioco d'azzardo: troppi giovanissimi coinvolti

E’ uno dei primi esperimenti di cura per la ludopatia, ed è nato in Veneto presso la USL 7 di Pieve di Soligo (Treviso) con lo scopo di aiutare chi non riesce più a liberarsi del demone del gioco. Il dato sconcertante, che ha messo in allarme il governatore Zaia, è che le richieste di aiuto, principalmente per dipendenza da gioco sul web, arrivano da giovanissimi.

Ne danno informazione le stesse autorità sanitarie e la Regione Veneto che ora pensa seriamente a correre ai ripari. Un’azione difficile, perchè ormai non serve andare al casinò o al bar per giocare, basta connettersi da casa, basta aprire il cellulare e si gioca ovunque e a qualsiasi condizione. Il ricorso a questo genere di giochi per via elettronica è un pericolo maggiore di qualsiasi macchinetta di videopoker perchè non c’è controllo alcuno. Nonostante i siti invitino a cliccare solo se si è maggiorenni, nessun computer in realtà verifica l’età dei giocatori che sempre più spesso sono adolescenti minori di 18 anni di età.
Inoltre, con questi giochi, è più difficile che i familiari si accorgano che è in atto una vera e propria dipendenza e quando questo avviene, solitamente, i ragazzi hanno già perso grosse somme e hanno già preso il “virus” del gioco, non riuscendo più a discernere realtà e finzione, limiti e concessioni. Un problema grave che viene registrato in Veneto ma che sta dilagando, sottobanco, in tutta Italia.

admin

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