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In sperimentazione la pillola che potrebbe sconfiggere il tumore polmonare

Per la cura di uno dei tumori più diffusi al mondo, quello del polmone, esistono già numerose terapie che si affiancano alla classica e dolorosa chemio. Sono tentativi che si fanno per cercare di allungare la vita dei pazienti che, con la chemioterapia, guadagnano certo in possibilità di guarigione ma mettono a repentaglio molti altri aspetti della loro salute. Attualmente esistono già delle pillole sperimentali che – in tumori con presenza delle specifiche mutazioni genetiche Egfr e Alk- permettono di curare un 20% della malattia.

Su questa prima scia positiva, la ricerca sta basando i suoi studi recenti per creare una medicina ancor più potente. Una nuova pillola dalle potenzialità “super” che potrebbe addirittura eliminare del tutto l’uso della chemioterapia per questo genere di cancro. Se ne sta discutendo nel corso della IV Conferenza Internazionale di Oncologia Toracica organizzata dall’Associazione Italiana di Oncologia Toracica (Aiot) che si concluderà domani, dove la “superpillola” viene analizzata in ogni sua funzione dato che in alcuni laboratori è già entrata in fase di sperimentazione. I primi risultati parlano di possibilità di regressione molto simili a quelle della prima pillola già in uso, ma più forti ancora (si parla del 60%).

Molti aspetti sono ancora da approfondire: che effetto si avrà sul corpo una volta sospesa la terapia, se una pillola generica andrà bene per tutti o se non si debba personalizzare ulteriormente, se ci saranno reazioni o conseguenze o effetti collaterali nel lungo uso. Certamente questa pillola potrebbe alleviare le sofferenze di 38.000 persone ogni anno, tante sono le cifre relative a chi si ammala di tumore ai polmoni, e in particolare per il tumore non operabile e dunque finora trattato solo con la chemioterapia questa potrebbe essere una soluzione molto più indicata. Il tumore al polmone è più frequente nei fumatori, negli ex fumatori ma anche nelle persone che hanno vissuto -senza fumare- a stretto contatto con fumatori, oltre che in chi svolge lavori a contatto con polveri tossiche. Esistono anche fattori genetici importanti, in presenza dei quali, a quanto pare, le terapie alternative alla chemio funzionano ancora meglio.

admin

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