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Molecole oppioidi ricavate dal lievito: così combatteremo il dolore in futuro

Il lievito per trattare il dolore? Forse è questa l’idea vincente ed è venuta ai ricercatori di bioingegneria dell’Università di Stanford (California) i quali hanno lavorato proprio sul lievito, modificandone il DNA e riprogrammando le sue cellule. Lo scopo era di aggiungere ai farmaci oppioidi il processo di fermentazione naturale “rivisitato”, in tal modo, per agire sugli estratti di papavero. Una degli autori dello studio spiega come.

La dottoressa Christina Smolke dice che il problema degli estratti oppioidi risiede nelle molecole, molto complesse. Per studiarle e manipolarle ci vogliono tempi lunghi e molto lavoro. Ma riprogrammando le molecole del lievito come se fossero oppioidi si ottiene lo stesso risultato ma con tempi e lavoro più rapidi. Con 17 passaggi chimici diversi, gli scienziati hanno reso il lievito riutilizzabile anche in forma di oppioide. Se riusciranno a completare lo studio e la trasformazione si potranno avere numerosi vantaggi.

Oltre alla già citata velocità di lavoro, si avrà una maggiore precisione nella produzione di nuovi farmaci per la cura del dolore e si abbatterà l’illegalità perché non serviranno più i papaveri e i loro estratti per creare antidolorifici. Questo significa che non si dovrà più parlare di legalizzazione delle droghe, o di oppiacei per uso medico, perchè tutto verrà ricavato dall’innocuo lievito. Occorrono ancora molti anni, siamo appena all’inizio ma le speranze ci sono. Anche speranze legate ad un abbassamento dei prezzi di alcuni farmaci che saranno finalmente accessibili a tutti.

admin

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