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Staminali: si potranno ottenere anche dal grasso

All’origine erano guardate con diffidenza, le cellule staminali, dato che si prelevavano da feto, embrioni e placenta e faceva discutere la sola ipotesi che si provocassero molti aborti al solo scopo di sperimentare questa tecnica. Poi le fantasie oscure hanno lasciato il posto alla ricerca e si è visto che le staminali possono essere prelevate anche da altri tessuti e non per forza di feti o di embrioni. L’industria delle staminali ha prodotto molti successi per la medicina e anche qualche esagerazione (vedi il caso Stamina) ma sempre più spesso si trovano nuovi modi di utilizzarle.

E nuovi modi anche per ricavarle, come quello messo a punto dai ricercatori americani della Brown University, i quali hanno pubblicato risultati sorprendenti sulla rivista “Stem Cell Research & Therapy”. Le staminali si possono ottenere anche dal grasso corporeo. Alcune cellule del grasso, infatti, si possono riprogrammare e tramutare in tessuti diversi come per esempio in ossa. Da qui si è svolta la ricerca per capire se queste cellule avessero anche altre caratteristiche utili per i nuovi usi delle staminali.
Grazie a un biosegnalatore luminescente ideato ad hoc, che si lega soltanto a cellule che esprimono il gene Alpl (indicatore di staminali potenziali) si individuano nel grasso quelle cellule che possono essere riprogrammate. Si estraggono quindi, senza che nessuno ne soffra, e poi vengono riutilizzate per le necessità del caso. Si è visto che nei tessuti adiposi sono presenti cellule staminali in quantità più che doppie, rispetto all’uso, e dunque chissà che in futuro non si possano ottenere due servizi con un solo gesto: prelievi di grasso in eccesso e programmazione di nuove staminali.

admin

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