Home » Benessere » Psicologia: quando la pensione è una condanna

Psicologia: quando la pensione è una condanna

La tanto attesa pensione (che i giovani non conosceranno mai!) arriva dopo anni di sacrifici e all’improvviso vi crolla il mondo addosso. Ma come! L’aspettavate, avevate tanti progetti e invece… vi manca l’ufficio, vi mancano i colleghi, la routine stressante, la stanchezza serale. E arriva la depressione. Buona parte degli anziani si lasciano morire proprio da questo “mal di pensione”. Eppure basterebbe poco per godersela.

Psicologi e medici geriatri danno consigli molto utili, che però potreste escogitare da soli. Un primo periodo di assestamento ci vuole, dunque la tristezza delle prime settimane sopportatela e assaporatela come il cambiamento che avanza. Dopo, però, cominciate a reagire. Pensate che dovete godervi questi anni, non piangervi addosso. Per prima cosa, trovatevi qualcosa da fare, qualcosa che vi fornisca una routine simile a quella del lavoro. Badare ai nipotini è una salvezza per molti, impiegarsi in associazioni culturali, coltivare un hobby (pittura, fotografia, caccia, pesca, viaggi) lo è per molti altri. Se avete amici pensionati come voi, organizzate eventi insieme… cinema, cene con le mogli, partite di carte o di bocce.
Andate in palestra, o rispolverate la vecchia bicicletta e girate per la città a scoprire luoghi che prima eravate troppo impegnati per conoscere. Datevi al ballo, al teatro, al volontariato che volete.
Un consiglio per amici e parenti della persona pensionata. Se vedete che sta vivendo male il cambiamento e che ancora prova a darsi da fare col lavoro (per esempio, alcuni liberi professionisti spesso tornano al lavoro dopo aver sperimentato la malinconia da pensione) non scoraggiatelo. La pensione non va mai “forzata”, lasciate che riprovino a tornare alla loro routine finché possono farlo. Sarà il tempo e l’età a convincere la persona che è arrivato il momento di andare in vacanza, finalmente!

admin

x

Guarda anche

Alzheimer: Google aiuta i malati. Ecco come

E’ la malattia più temuta di oggi, dopo il cancro. L’Alzheimer. Non perché sia immediatamente ...

Condividi con un amico