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I giorni della ricerca dell'AIRC colpiscono anche Napolitano

Il Presidente Napolitano partecipa a “I giorni della ricerca” promossi da AIRC e incontra anche i ricercatori italiani. Il nostro Paese è una vera e propria risorsa per la scienza mondiale, eppure siamo solo settimi in classifica, mentre i nostri migliori “cervelli” fuggiti all’estero contribuiscono a rendere grandi USA, Inghilterra e Germania. Tutto questo deve finire.

“In Italia abbiamo pochi ricercatori. E sono malpagati” dice il Presidente, come se si rendesse conto solo ora della situazione. In realtà lui vuole ribadirla e dare una scossa a chi dovrebbe aiutare questi giovani a rimanere, invece di incoraggiarli sempre ad andare via. L’ultimo caso, quello del ragazzino geniale che ad appena 17 anni voleva sostenere l’esame di maturità un anno prima ed è stato fermato da un professore che gli ha abbassato il voto senza alcun motivo. Per fortuna il CERN ha invitato ugualmente il giovane studente a fare uno stage presso di loro, scoprendo di fatto una mente unica.
Bisogna aver fiducia nei nostri ragazzi, sono loro il futuro. E pagare bene il loro lavoro è l’incentivo che completa la passione di chi vuol rimanere. Da questo punto di vista, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha aiutato moltissimo la ricerca, sostenendo anche economicamente il lavoro di oltre 5.000 ricercatori impegnati su ben 565 progetti. E i risultati si vedono: oggi, in Italia, a cinque anni dalla diagnosi, sopravvivono il 63% delle donne e il 57% degli uomini. Per sostenere ancora questa ricerca, basta partecipare alla campagna AIRC “Contro il cancro, io ci sono” inviando un sms al numero 45503 sabato e domenica.

admin

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