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Stamina e gli Spedali di Brescia: tenere conto del parere negativo

Il destino di Stamina legato a doppio filo con quello dell’ospedale di Brescia si rivela ancor di più in queste ore, dopo che il decreto del Ministero della Salute con il quale si decide lo stop alla sperimentazione del metodo di Vannoni ha condizionato le attività ad esso legate. Come reagiranno gli Spedali Civili che per mesi hanno ospitato i laboratori Stamina al proprio interno?

Lo spiega il direttore, Ezio Belleri, parlando di “passaggio importante” che sicuramente cambia molte cose ma tra queste non le attività del centro ospedaliero. L’ospedale, infatti, si è trovato per primo nel caos tra ordinanze di esecuzione delle cure e di sospensione, tra sospetti di truffa e proteste dei malati che si fidavano di Vannoni. I medici che lavorano qui sono abituati ad andare e venire tra i riflettori dei cronisti puntati in continuazione, certamente non un bel modo di trascorrere le proprie giornate lavorative ma di sicuro scene ormai abituali.

Gli Spedali continuano a seguire le disposizioni dei magistrati, in quanto l’unico ostacolo è stato il sequestro delle cellule staminali che non verranno toccate fino a nuovo ordine. Però, è anche vero che si dovrà tener conto del parere negativo espresso dalla commissione su Stamina e dovranno riferirsi a questo i medici che venissero costretti a infondere le cure da qualche tribunale locale. Il parere negativo della commissione e del Ministero di fatto rende Stamina una cura non sicura e non accettabile in Italia, per cui si va a scontrare con le sentenze che invece legalmente finora ne avevano dato il via libera. Il direttore ricorda inoltre che l’ospedale bresciano non ha potuto visionare nè il parere della commissione nè il decreto. Documenti che sarebbe giusto fornire loro per far sì che il personale possa regolarsi.

admin

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