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La ricca signora della Liberia… e le altre truffe che sfruttano Ebola

Ebola che infetta il web. Succede davvero e stavolta la malattia non c’entra niente. O meglio, non c’entra il virus fisico ma c’entra quello virtuale usato da alcuni “hackers” che hanno letteralmente usato il nome e l’allarme Ebola per organizzare truffe online. Usando e abusando del nome dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) i pirati informatici hanno messo in atto una vergognosa opera di inganno in molti Paesi del mondo.

Aprendo uno di questi files si scarica nel computer un software dannoso, chiamato DARK COMET RAT che si insinua nei sistemi e da lì controlla telecamere e microfoni, oltre ai dati inseriti nella macchina dalla persona. Gli hackers sanno benissimo quali onde cavalcare per mettere in atto le loro truffe, basta “nascondersi” dietro la notizia del momento, quella che tutti cliccano per motivi di ansia o di spettacolarità: fu così per tanti video sullo tsunami giapponese, oggi è invece l’allarme Ebola a tenerci sulle spine e a farci cliccare su ogni notizia con questo titolo. Magari state sospettando anche di questo articolo, in questo momento, sebbene sia stato scritto apposta per denunciare i fatti.

Ma cosa raccontano le email esca degli hacker? Per esempio, le ultime novità sul contagio di Ebola, o inviti a conferenze specifiche sul tema inviate a scienziati e medici, o lavori come ricercatori su Ebola per l’OMS con la promessa di un pagamento allettante… L’ultimo in ordine di tempo: una donna ricca della Liberia vi scrive dicendo di essere affetta da Ebola e di essere in punto di morte. Vuol donare quindi un milione e mezzo di dollari al vostro conto purchè voi possiate poi darlo in beneficenza per conto suo. Ovviamente non esiste nessun milione di dollari, nessuna signora e nessuna beneficenza… solo un virus (informatico) pronto a divorarvi il PC.

admin

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