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Si torna a parlare di Ebola: morto un medico in USA

Martin Salia è l’ennesima vittima del virus Ebola, del quale ormai non si parla quasi più. E’ vero che l’epidemia man mano rallenta la sua corsa aggressiva, ma non siamo ancora al sicuro. Il dottor Salia era originario della Sierra Leone sebbene vivesse a Washington ormai da tempo e lì, in America, avesse famiglia e figli. Il richiamo della sua terra però era ancora forte e ha deciso di andare a dare il proprio aiuto professionale ai connazionali.

Lavorava come chirurgo presso il Kissy United Methodist Hospital, il maggiore ospedale della capitale della Sierra Leone, ed era rimasto a curare i suoi malati fino alla chiusura dell’ospedale per mancanza di posti e di fondi. Solo allora il dottor Salia si è accorto di avere i sintomi che potevano far pensare a Ebola, così ha chiesto e ottenuto di fare degli esami che inizialmente avevano parlato di “malaria” ma dopo averli ripetuti hanno evidenziato la presenza di Ebola. Rientrato immediatamente in USA per curarsi, l’uomo ha ricevuto tutti i trattamenti sperimentali del caso … incluso il siero Zmapp e gli anticorpi di pazienti guariti… ma la malattia era già in fase avanzata e l’insufficienza renale lo ha ucciso.

Ufficialmente, il dottor Salia è il secondo americano a morire di Ebola sul suolo nazionale, dopo il turista texano rientrato a Dallas dalla Liberia con il virus in corpo e ignorato dai medici locali. Ricordiamo che l’attuale epidemia di Ebola è la peggiore da quando si conosce il virus, ma non è la prima e forse non sarà l’ultima. Attualmente ha ucciso circa 5.000 persone contro oltre 13.000 contagiati, numeri che superano di poco quelli della grande epidemia che sul finire degli anni Settanta fece conoscere Ebola al mondo. Un mondo distratto, però, che preferì dimenticare in fretta fino ad oggi.

admin

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