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Lesioni midollari: ecco i progressi della scienza

La lesione midollare a volte non viene considerata una disgrazia. Quando una persona si salva da un incidente si dice che “è stata fortunata a non essere morta”. Ma per questi soggetti, invece, una vita senza più funzioni nel corpo può essere peggio della morte. La lesione midollare può bloccare gambe, braccia, respirazione … e condannare a una vita di assistenza continua. Eppure oggi la scienza sta facendo enormi progressi anche su questi danni che prima sembravano irreparabili.

La respirazione interrotta dalla lesione al midollo viene oggi curata con una ventilazione artificiale, ma nuovi studi si stanno concentrando sull’enzima Condroitinasi, che spezza il tessuto cicatriziale … ovvero l’unico grande ostacolo alla riparazione del midollo. Se viene iniettato in una zona del midollo ancora sana, esso riesce a ripristinare le connessioni legate alla respirazione purché si agisca entro l’anno dall’incidente e in determinate condizioni di ossigenazione. Progressi anche per ripristinare le funzioni neuro cognitive. Nuove sperimentazioni stanno trattando il trapianto di cellule neurali staminali entro le dodici settimane dalla lesione midollare e si è visto che esse proliferano e generano nuovi neuroni in grado di superare la lesione presente.

Esistono poi i sostituti meccanici ed elettronici, alle funzioni distrutte dal danno al midollo. Sappiamo ormai tutti del progresso dell’esoscheletro, la struttura meccanica che comunica col cervello umano tramite elettrodi e che, aiutata dal computer, riesce a far muovere nuovamente gli arti paralizzati. Oggi, partendo da questo principio, si sta cercando di elaborare anche delle connessioni che ripristinino le capacità sensoriali della persona, facendo in modo che essa torni a sentire il contatto con un oggetto o il prurito o una stretta anche se il suo corpo, da quel punto di vista, è bloccato. Tutte innovazioni che renderanno meno dura la vita di chi ha subito una grave lesione al midollo e che gli permetteranno, forse in un futuro non lontano, di sentirsi di nuovo parte della società, e non vittima.

admin

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