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I grassi buoni si chiamano "fahfa"

Come sappiamo bene, esistono grassi “cattivi” e grassi considerati “buoni”. I primi danneggiano il corpo, lo appesantiscono e tendono a chiudere i nostri vasi sanguigni creando non pochi problemi di salute. I grassi buoni, invece, sono quelli che ci aiutano a mantenerci in salute, che donano elasticità e vivacità a mente e corpo, come fanno i famosi Omega3 che troviamo, per esempio, nel pesce.

Oggi però sappiamo che esiste una nuova classe di molecole, gli acidi grassi idrossili o Fatty Acid Hydroxyl Fatty Acids … in una sigla sola: FAHFA. Descritti dai ricercatori dell’Università di Harvard per la rivista “Cell”, questi nuovi grassi buoni non vengono assunti con cibi o bevande, ma vengono prodotti dal nostro stesso organismo. Un bel vantaggio, dunque, da sfruttare sicuramente. Per esempio, nei pazienti diabetici si potrebbe trovare il modo di stimolare questa produzine di “fahfa” mitigando o annullando i sintomi della malattia. Alcuni esperimenti sono già stati condotti sui topi in laboratorio e ci sono stati risultati interessanti.

Nei topi diabetici, aumentando la produzione di “fahfa” ad alte quantità si otteneva un calo degli zuccheri nel sangue accompagnato dall’aumento dell’insulina. In poche parole, un miglioramento notevole contro la malattia. Altri esami condotti su esseri umani diabetici hanno mostrato, per contro, che i loro livelli di “fahfa” nel sangue erano bassissimi, mentre si innalzavano nei soggetti che avevano una normale sensibilità insulinica. Dunque ora sappiamo che la cura è dentro di noi, si tratta di capire come causarne la produzione in modo quanto più naturale possibile.

admin

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