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Staminali contro l'epilessia: ad Harvard diventano realtà

Per gli antichi era un “male divino”, per 65 milioni di persone nel mondo è un incubo che può interrompere di colpo le loro azioni e scaraventarli per terra, in preda a convulsioni, lasciandoli poi spossati e privi di coscienza. Parliamo dell’epilessia, male che si manifesta come una scarica incontrollata nel cervello e del quale ancora non si capiscono le cause. A volte è generato da cicatrici, reduci da interventi o ictus, altre volte da tumori, altre volte… non si sa da cosa.

Ad oggi si può solo “tenere a bada”, con farmaci che accompagnano la persona tutta la vita. Ma gli studi non si fermano e oggi hanno scoperto un ruolo importante giocato dagli interneuroni. Questi sono cellule che regolano o inibiscono la trasmissione elettrica tra neuroni. Essi fanno, in modo naturale, quello che i farmaci antiepilettici aiutano a fare nel cervello dei malati. Ricerche hanno mostrato, infatti, che negli epilettici gli interneuroni sono in numero molto inferiore rispetto a soggetti sani.

Conoscendo questo, i ricercatori di Harvard hanno sviluppato una teoria: usando le preziosissime cellule staminali si può avviare una terapia in grado di riportare gli interneuroni là dove mancano. Il loro ruolo sarà quello di spegnere l’eccesso di segnale elettrico nel cervello epilettico, ridimensionando quindi la malattia. Inserendo le staminali nel cervello di topi con epilessia, si è notata l’effettiva diminuzione degli attacchi! La scoperta è importante perchè non tutte le persone rispondono ai farmaci, altre si assuefanno col tempo e smettono di recepirne i benefici. In questo modo, però, si agisce proprio alla base del problema e la cosa pare funzioni molto bene.

admin

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