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Gli stressati del "multitasking" che sognano gli anni Cinquanta

Ce la vantiamo, con orgoglio, soprattutto noi donne … quanto siamo brave a far dieci cose in una! Lo chiamano “multitasking”, ovvero svolgere più compiti (task) allo stesso tempo. Come le mamme che devono lavorare, cucinare, pulire, stirare e far fare i compiti ai figli. O come i ragazzi che devono studiare, fare lavoretti part-time ed eccellere nello sport.

Ma anche i signori uomini, soprattutto sul lavoro, sono spesso costretti a fare più cose insieme. Col risultato che ci si stressa. La nuova categoria di “stressati del multitasking” è formata da gente che va in esaurimento nervoso e in depressione perché non regge più certi ritmi. E sognano di tornare nel passato, nemmeno troppo lontano, a quegli anni Cinquanta, subito dopo la II Guerra Mondiale, quando si ricostruiva il Paese ma ognuno era bravo a fare una cosa e a farla al meglio. Non c’erano cellulari, tablet, metropolitane, pendolarismi … si faceva quel che si poteva dove si poteva. Senza ansia, senza eccessive aspettative.

Proprio questi stressati hanno deciso di dare una svolta alla situazione e hanno creato il SINGLE TASKING. Si tratta di un vero e proprio movimento cultural-intellettuale che tenta di salvare la nostra mente (e il corpo) da tanta fretta di “fare”. Una cosa alla volta, ma fatta bene. Lo dice anche la scrittrice Cristina Gabetti che ha pubblicato per Bompiani il manuale psicologico “A passo leggero. Esercizi di introspezione e circospezione”. L’invito è quello di spegnere per un attimo telefoni e computer e fare quello che stiamo facendo, qualunque cosa sia, con calma e con pace, interiore ed esteriore. Riuscirà meglio e vivremo di più.

admin

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