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Ebola, il "paziente zero" italiano si aggrava

Sta combattendo una dura battaglia, il medico siciliano -primo italiano contagiato dal virus Ebola. Il suo organismo cerca di difendersi dagli attacchi della malattia con ogni mezzo, sebbene finora pare che le terapie effettuate non stiano avendo il successo sperato. Il medico, che era giunto dall’Africa in buone condizioni, era stato subito isolato allo “Spallanzani” di Roma e gli erano subito state somministrate le cure.

La malattia si è manifestata con un ritardo che aveva fatto ben sperare. Inizialmente, nonostante qualche linea di febbre, l’uomo era vigile, attivo, non mostrava altri sintomi. Poi sono comparsi i disturbi intestinali e la diarrea, la febbre si alzava e si abbassava ma lui continuava ad essere collaborativo. I primi peggioramenti erano tutti rientrati e si spera che anche quest’ultimo rientri. Perchè questa volta si ha davvero paura, dato che sono comparsi anche problemi respiratori che hanno costretto i medici a trasferire il paziente in rianimazione collegato alle macchine per la respirazione assistita.

Oggi pare stia leggermente meglio, anche se il pericolo permane grave. Nelle prossime ore inizieranno i nuovi cicli di terapia con i farmaci sperimentali, ma nessuno si sbilancia nel fare previsioni di alcun tipo. I cambiamenti, in una malattia come Ebola, sono improvvisi e spesso inspiegabili. Il ministro della Salute, Lorenzin, ha fatto sapere che tutti stanno “pregando per questo nostro dottore” e che la settimana che sta vivendo è quella che potrebbe fare la differenza per il decorso della malattia. Un plauso anche per i medici dello “Spallanzani” che si stanno prendendo cura di lui con attenzione e coraggio.

admin

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