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Psicologia: ce lo dice il "selfie", gli italiani sono sempre più soli

Siamo il popolo che “posta” più “selfie” al mondo. Per chi ancora non lo sapesse, il “selfie” (self portrait) è l’autoscatto che si fa col cellulare o con la macchinetta fotografica al solo scopo di sbattere su tutti i social network il proprio primo piano. Quasi sempre con occhiali da sole ed espressione da duro per gli uomini, quasi sempre con boccuccia stretta e guance risucchiate per le donne. Eppure, in quel misero autoscatto, c’è un trattato di psicologia!

E questo trattato ci dice, senza dubbio alcuno, che siamo sempre più soli. Non fisicamente, ma mentalmente. Magari usciamo con gli amici, baciamo il fidanzato, giochiamo con i figli ma ci sentiamo incompresi, abbandonati, alieni … soli! Ci relazioniamo solo con noi stessi, ci fidiamo solo di noi stessi, al punto che l’ignoranza ormai la fa da padrona. Il caso dei “vaccini killer” ce lo ha dimostrato. Gli italiani credono di poter fare tutto da soli, anche curarsi. Per cui cercano informazioni sulla salute sul web, si fidano della prima cosa che leggono e pretendono di spiegarla al proprio medico, minando così un rapporto di fiducia indispensabile tra dottore e paziente.
Facciamo finta di essere generosi, ma spesso e volentieri facciamo le raccolte di beneficenza o le azioni di solidarietà per poterci sentir dire “bravo!” e magari farcelo ripetere da trecento “mi piace” sulla pagina di facebook. La solitudine espressa dal nostro voler stare sempre in primo piano viene rivelata, oltre che dal tristissimo “selfie” anche dalla dichiarazione del 47% dei nostri connazionali che di fatto passa davanti al computer o al cellulare quasi 5 ore al giorno. In perfetto, e drammatico, isolamento sociale.

admin

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