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Defibrillatori alla Polizia Ferroviaria: in Italia si viaggia "col cuore"

Il cuore al centro di tutto. E’ ormai provato che la maggior parte dei decessi si potrebbero evitare se qualcuno sapesse come agire in caso di infarto, arresto cardiaco o problema respiratorio. Una cosa che in molti Paesi d’Europa sanno fare tutti, fin dal liceo, mentre da noi in Italia è presa sottogamba, come se non ci riguardasse. Ma chiunque di noi si può trovare davanti a una persona colta da malore … e a volte quello che facciamo o meno determina la sua vita.

E’ già un passo avanti, sebbene tardivo, quello di autorizzare per legge la presenza di defibrillatori (e di personale che sappia usarli) nei luoghi pubblici, negli impianti sportivi e nelle scuole. Ora si sta pensando anche ai trasporti, con le stazioni di Polizia Ferroviaria che verranno dotate tutte di defibrillatori di ultima generazione quanto prima. Una decisione voluta dalla Polizia di Stato (Polfer) e dall’Associazione nazionale dei medici cardiologi ospedalieri (Anmco) che è stata varata con la consegna del primo apparecchio alla Stazione Termini di Roma.

In Italia abbiamo già 295 dispositivi in uso alla Polizia, con 4.100 operatori formati nel relativo utilizzo. E dato che la polizia è presente e attiva nelle stazioni, quale posto migliore per lasciare in dotazione il defibrillatore. I centri di polizia sono ben visibili e facilmente raggiungibili da tutti, anche dagli stranieri, e chiedere aiuto in caso di emergenza sarà rapido e diretto. L’arresto cardiaco provoca una mortalità del 96% in un Paese grande come gli Stati Uniti, ma anche da noi è molto diffuso e un soggetto su cinque colpito da arresto cardiaco è un giovane minore di 40 anni di età. L’importanza di progetti come questi deve essere sottolineata, incentivata e soprattutto eseguita.

admin

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