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Ecco come l'alcol deforma il cervello dei giovani

Se un tempo l’alcolizzato era la immagine vivente di un fallito, oggi è l’immagine di uno “fico”, uno che se la spassa! Complici alcuni programmi poco educativi inglesi, riproposti da MTV, i ragazzi crescono sempre più convinti che l’alcol in corpo sia una cosa fantastica, il sinonimo del divertimento. E non credono una sola parola di quel che dicono gli adulti, sui rischi per la salute… che invece ci sono eccome.

Oggi abbiamo anche le prove evidenti. La foto mostra, in una riproduzione grafica, come cambia il cervello di un ragazzo di 20 anni dopo 4 anni di uso e abuso di alcolici. Si riduce di molto il volume dell’ippocampo, centrale che organizza orientamento e memoria; vanno in fumo migliaia di cellule che devono ancora svilupparsi verso il cambiamento di un cervello adulto, aumentando la probabilità di una demenza precoce. Come se questo non bastasse, all’orizzonte si profilano rischi per il fegato, per lo stomaco, per la gola, ma anche rischi di incidenti che possono uccidere loro e gli altri.
Dunque perchè si ostinano a bere? E perchè lo fanno sempre più presto?
Un po’ per sfuggire a una vita di piccoli e grandi stress, legati all’età adolescenziale ma, contrariamente a prima, non seguiti dagli adulti di casa. I ragazzi non hanno nessuno con cui parlare e parlano col gruppo. E il gruppo, spesso, beve per rilassarsi. Mentre si stordiscono di superalcolici però non sanno che, per struttura, il corpo di un giovane metabolizza male queste sostanze che creano dunque più danno che altro. Oltre all’assenza delle famiglie e della scuola, si comincia a pensare di aver sbagliato anche metodo informativo. Sarebbe meglio far parlare i giovani con i coetanei vittime dell’alcol, non col professore o col poliziotto che rimane figura lontana e inascoltata.

admin

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