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Protesi robot per amputati: inizia la sperimentazione a Firenze

Avevamo già parlato del progetto “Cyberlegs” ideato e messo a punto dall’Istituto di Biorobotica della “Scuola Sant’Anna” di Pisa: si tratta di un progetto che si poneva come obiettivo quello di ridare autonomia quasi piena alle persone amputate, con la applicazioni di protesi robotizzate e comandate da computer, in grado di ricreare i movimenti degli arti veri. Oggi quel progetto ha fatto passi avanti ed è in fase di sperimentazione al centro “Don Gnocchi” di Firenze.

Per ottenere il massimo della valutazione servono molti test, e per questo il centro continua a cercare volontari che si prestino alle prove: la persona deve essere amputata agli arti inferiori, per trauma o per motivi vascolari, deve essere residente in zona ed essere disponibile anche per 24 ore intere. Una volta scelto, il soggetto si vedrà applicare la protesi-robot e poi dovrà seguire le indicazioni dei medici e dei ricercatori che lo guideranno nell’esperimento. Le protesi in fase di sperimentazione sono due: quella della gamba e quella (esterna) del bacino.

I due dispositivi camminano in coppia e insieme riproducono fedelmente il movimento naturale della camminata. Nel corso della sperimentazione si proverà anche l’aspetto esterno della protesi, cioè come deve apparire agli occhi di chi guarda: l’ipotesi più gettonata è che avrà la forma di un paio di pantaloncini, o di boxer, facili da indossare. I movimenti che la protesi permetterà di fare sono: camminare, salire e scendere scale, sedersi, alzarsi, il tutto in massima sicurezza perchè grazie a un “radar” che prevede le intenzioni di movimento si eviteranno anche le cadute.

admin

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