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Dagli USA, la prima protesi comandata dalla mente

In principio erano le stampelle, poi venne la gamba di legno. La storia delle protesi è lunga, difficile, costellata di successi e fallimenti ma i progressi che si sono succeduti nei secoli hanno portato a risultati strabilianti. Si è passati in poco tempo alle protesi meccaniche, che si azionavano col movimento della gamba stessa, poi a quelle robotiche, che si muovevano grazie a un computer. Oggi siamo a un passo dal sogno. A un passo dalla mente che comanda la protesi.

L’ultima incredibile novità è targata Stati Uniti, viene dal Colorado il primo uomo in grado di gestire la propria protesi meccanica con la sola forza della mente. Ovviamente, il tutto coordinato da un computer e dal genio umano che l’ha programmato. Il signor Les Baugh, che aveva perduto le braccia in un incidente ormai 40 anni fa, le aveva viste proprio tutte. Ma questa davvero no. Grazie alla Johns Hopkins University e al suo Applied Physics Laboratory ha potuto indossare delle protesi speciali.

Meccaniche certamente, ma super tecnologiche. Venivano collegate ai nervi della spalla e del tronco con dei mini elettrodi, in tal modo, interpretando il comando inviato dal cervello al nervo sotto forma di elettricità, la mente dell’uomo ha potuto comandare direttamente il movimento. Si tratta di un primo passo in un lungo cammino, che però è iniziato più che bene. Gli scienziati contano di migliorare ulteriormente sia la tecnologia sia le connessioni con le trasmissioni neurali. Non è lontano il giorno in cui un amputato potrà riprendere in mano la propria vita da solo.

admin

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