Home » Benessere » Adrenalina: prima salva la vita, poi l'accorcia

Adrenalina: prima salva la vita, poi l'accorcia

Nei film si vede spesso: l’iniezione sparata nel cuore che fa ripartire il battito e salva la vita. Esagerazioni a parte (l’ago non va infilato nel cuore, basta solo metterlo sottopelle) è vero che l’iniezione di adrenalina ha salvato molte vite umane in arresto cardiaco, per traumi, malattie o scompensi vari. E’ la soluzione più rapida ed efficace quando non si può intervenire con il massaggio cardiaco. Ma può avere conseguenze letali.

Almeno secondo lo studio condotto dal “Centro per la Ricerca sulle Malattie Cardiovascolari” di Parigi, dove i ricercatori hanno seguito la vita di 1.500 persone reduci da ricovero e che avevano subito arresti cardiaci e rianimazione. Lo studio è stato condotto in 12 anni. Tre quarti del campione era stato rianimato con l’iniezione di adrenalina, mentre solo una piccola parte non ne aveva avuto bisogno. Si è visto che le persone che avevano subito l’iniezione vivevano meno di quelle che erano state rianimate senza. E non solo, maggiore era la dose di adrenalina minore l’aspettativa di vita.

C’è da dire che la ricerca, sebbene estesa e completa, aveva due limiti evidenti secondo molti cardiologi: il primo, si tratta di uno studio retrospettivo, che non valuta la motivazione della scelta dell’adrenalina prima che fosse stata somministrata ma solo dopo; secondo, i pazienti trattati con adrenalina erano quasi tutti anziani, o già malati. Bisognerebbe vedere se gli effetti sono simili quando l’adrenalina viene somministrata a persone giovani e sane, prima dell’arresto. Insomma, l’adrenalina è un pericolo nel lungo termine? Non possiamo dirlo con certezza, e nell’immediato meglio continuare a usarla per salvare le vite umane.

admin

x

Guarda anche

Abbronzatura, veri e falsi miti

La famosa tintarella non è un affare da poco. Ci si prepara per mesi, perché ...

Condividi con un amico