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Se "ti senti vecchio" morirai prima

Lo University College di Londra ha portato a termine uno studio veramente in grande sul problema dell’invecchiamento. I ricercatori hanno analizzato oltre 6.000 persone, nel corso del loro invecchiamento e nello sviluppare o meno disturbi e problemi come cancro, malattie cardiache, malattie neurodegenerative. Il risultato più interessante riguardava proprio l’età dichiarata da questi soggetti e la corrispondenza tra questa e la data della loro morte.

In pratica, nel corso degli 8 anni dello studio, i primi a morire sono stati coloro che dichiaravano di sentirsi da tre a cinque anni più vecchi rispetto alla loro vera età. Cioè, gente che a 60 anni se ne sentiva addosso 65, o persone di 75 anni che si sentivano mentalmente stanchi come un ottantennne. Segno, questo, che il legame tra cervello e corpo è più che mai importante nell’ultima fase della vita. Suddividendo i volontari in tre gruppi, si è valutato che il 25% di loro sentiva l’età giusta e la viveva come tale, il 4% si sentiva più vecchio e il 69% più giovane.

Il tasso di mortalità registrato a fine test, indicava che a morire per primi erano stati coloro che si sentivano più vecchi, seguiti a ruota da quelli che si godevano l’età giusta per come era. Vivevano a lungo, invece, gli anziani che si sentivano internamente giovani, o comunque più giovani dell’età anagrafica che li identificava. Il che si spiega col fatto che chi si sente già “vecchio” si limita da solo in molte cose… cibo, attività fisica, lavoro. Chi invece ama sfidare il tempo non si pone limiti e mantiene corpo e mente sana e attiva a lungo.

admin

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