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Addio a Pino Daniele, grande artista dal cuore debole

Non era la prima volta che il suo cuore perdeva il ritmo… e un musicista, questa cosa, non poteva accettarla. E così Pino Daniele ha sempre aspettato che quel cuore matto ritrovasse l’armonia necessaria per accompagnarlo e poi ripartiva. Era già successo ed era sempre ripartito. Ieri notte invece no. Un infarto lo ha portato via per sempre dalle scene e dall’affetto degli italiani. Ha vinto il suo cuore, alla fine, che lo ha costretto a seguire il suo di ritmo … fino all’ultima nota.

Napoletano, diplomatosi ragioniere, Pino Daniele comincia la sua carriera artistica poco per volta, sperimentando: prima con il gruppo “Batracomiomachia”, poi nel 1975 come session man, suonando per Mario Musella. L’anno dopo entra a far parte, come bassista, dei Napoli Centrale, dove incontra James Senese. E’ l’anno in cui incontra anche Claudio Poggi, produttore discografico della EMI Italiana, che lo lancia definitivamente nel mondo della musica professionale. Dischi, CD, concerti, una carriera brillante interrotta dalla scoperta di avere una grave malattia cardiaca. Uno stop di 4 anni dalle scene, negli anni Novanta, operazioni chirurgiche e la lenta ripresa. Ma era tornato, ed era tornato con più grinta che mai.

La vita sentimentale era stata pienissima, due matrimoni, quattro figli …tantissimi amici, tra cui Massimo Troisi, grande cuore debole anche il suo. Per Troisi Pino Daniele scrisse diversi pezzi, tra cui alcune colonne sonore per i suoi film. Insieme avevano ideato il pezzo “O sai comme fa o core” per sdrammatizzare questa paura legata alle malattie cardiache che entrambi stavano combattendo. Ricorderemo per sempre melodie come “Na tazzulella e café”, “Dimmi Quando”, “Napule mille colure” e ricorderemo le parole che disse dopo il primo infarto, nel 1989: “Pensai d’aver chiuso con la musica, coi concerti, con quella vita di compositore e interprete che mi portava da uno studio a un teatro, da una sala di incisione a un auditorium. […] C’è voluto del tempo per ricominciare ad avere qualche speranza. Non suonare più? Impossibile. Continuare come prima? Impossibile anche questo. Riguardarsi e continuare con accortezza, questo sì.[…]. Mi curo non per paura della morte ma per poter continuare a suonare

admin

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