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Ebola: l'orgoglio del ministro dopo l'emergenza

Qualcosa di cui andare molto fieri. Ha la luce negli occhi il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, perchè la guarigione di Fabrizio Pulvirenti è una vittoria per lei ma soprattutto per lui e per chi lo ha avuto in cura. E’ una vittoria dell’Italia che agli occhi del mondo appare competente, vigile, straordinaria. Fabrizio Pulvirenti, medico catanese che lavora tra l’ospedale di Enna (in Sicilia) e la Sierra Leone dove presta la propria opera per “Emergency” era tornato in patria a novembre affetto dal virus Ebola.

Due mesi interi di dura lotta in isolamento, guardato a vista da colleghi e infermieri, anche loro a rischio continuo della vita, e giorni di ansia che si sono risolti -dopo una grave crisi- con la lenta guarigione del paziente. E oggi che è tornato ad abbracciare la famiglia, in Sicilia, l’Italia intera festeggia e un po’ si vanta. Ci sentiamo tutti eroi. E non perchè Fabrizio è ancora vivo (quella è stata la sua lotta personale) ma perchè sappiamo di poter contare sulla bravura dei nostri medici. L’Italia finora ha avuto un solo caso di Ebola e l’ha curato. Paesi “più in gamba di noi”, come USA o Inghilterra, non sono riusciti a salvare tutti i loro malati. Non si tratta solo di fortuna.

Tutti hanno voluto congratularsi con il ministro Lorenzin, sia il presidente Napolitano che Papa Francesco, e lei ringrazia e rimanda i complimenti ai medici che hanno permesso questa guarigione. Lo staff dello Spallanzani, l’ospedale specializzato in malattie infettive che era attrezzato da tempo per Ebola e che ha dimostrato di saper gestire l’emergenza. “Per me un’emozione indescrivibile” dice il ministro e non si riferisce solo alla inattesa chiamata del Papa, ma anche alla certezza che in questo momento il mondo applaude al sistema sanitario italiano. E applaude al gesto del dottor Pulvirenti che manderà il proprio plasma in Africa per curare i pazienti che ha dovuto abbandonare laggiù.

admin

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