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Gay uguale malato? Qualcuno, a Massa Carrara, pensa ancora di sì

“Avviso ai pazienti: qui lavora un dentista gay, siete pregati di fare attenzione e prendere le dovute precauzioni”. Occorre scriverlo per intero, per far capire quanta ignoranza si può racchiudere in meno di due righe. Occorre scriverlo perchè c’è ancora chi crede che l’omosessualità sia una malattia, nonostante ricerche che confermino la sua origine genetica e nonostante le mille aperture, anche etiche e religiose, verso questo modo di essere.

Noi non sappiamo se il dentista in questione, in questo studio di Massa Carrara, sia davvero omosessuale o meno. Se lo fosse, cosa cambierebbe? Si suppone che, come tutti i medici, prima di lavorare si lavi, indossi i guanti sterili e usi le competenze acquisite all’Università per operare. In tutto questo, cosa c’entra la sua vita privata e le sue abitudini? Se avesse trascorso la serata precedente con un uomo sarebbe malato? E perchè dovremmo diffidare di un dentista gay e accettare magari il dentista etero che va con più donne in una settimana… e che magari, da ognuna di loro, ha preso una malattia sessuale diversa?

Il volantino, firmato da un gruppo che non vale nemmeno la pena citare, indicava nome, cognome e indirizzo del professionista, mettendolo all’indice in quanto pericoloso. A parte la violazione della privacy, a parte le insinuazioni, si evidenzia -come dicevamo prima- l’ignoranza assoluta in materia. Per fortuna uno dei pazienti del dottore in questione è riuscito ad attirare dalla parte del medico tutta la comunità sana di Massa e ora sono in corso indagini. Non tanto per le parole scritte (omosessuale, alla fine, non è un insulto) quanto per la violazione dei diritti della persona e per l’insinuazione di avere a che fare con un “malato”.

admin

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