Home » Benessere » Allarme medici inglesi: il rugby fa male ai piccoli

Allarme medici inglesi: il rugby fa male ai piccoli

Il rugby è uno sport che da noi sta appena prendendo piede, e fa simpatia a molti, proprio perchè rispetto al calcio è meno “avvelenato” e più coraggioso. E’ anche uno sport che si basa molto sulla lealtà in campo, quindi ispira tantissimi genitori che incoraggiano i bambini a praticarlo. Ma se noi iniziamo adesso, gli inglesi che di rugby vivono da due secoli cominciano a preoccuparsi. Soprattutto per i bambini, questo sport sarebbe inadatto.

Lo dicono i neurochirurghi pediatrici inglesi, che sempre più spesso si ritrovano a dover curare o operare bambini minori di 10 anni con gravi lesioni, anche craniche, dovute agli scontri di gioco. Il rugby è uno sport duro, i contatti fisici sono potenti ma se gli adulti sanno come affrontarli e come pararli, i piccoli non sempre ci riescono. Inoltre, la competitività dei genitori e degli allenatori, spesso li getta nella mischia con rabbia e gli scontri di gioco diventano dei veri e propri attacchi al nemico, con feriti.

In Inghilterra il rugby si pratica a partire dagli 8 anni, mentre in Italia è consigliabile iniziarlo solo a 12 anni. Una differenza di quattro anni che fa molto. In questo lasso di tempo il corpo del bambino si fa più adatto a un gioco pieno di scontri, mentre a 8 anni ogni lesione può avere conseguenze gravi e permanenti. Quello che preoccupa gli inglesi è l’aumento dei traumi dorsali e cranici, alcuni richiedono ricoveri in ospedale e operazioni chirurgiche che, sebbene a una certa età tendono a non lasciare segni, possono comunque minare la crescita di un giovanissimo corpo. Forse sarebbe consigliabile spostare l’età dell’agonismo nel rugby alla prima adolescenza e preparare il piccolo rugbysta con esercizi di potenziamento negli anni dell’infanzia.

admin

x

Guarda anche

Ritrovarsi (vivi) dopo il tumore. La storia che commuove il web

Tra tante notizie di guerra, minacce, pestaggi e femminicidio… ogni tanto ci vuole qualcosa che ...

Condividi con un amico