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Ospedale San Camillo senza pace, a Roma: sospetto sabotaggio

Non trova pace l’ospedale San Camillo di Roma. Al centro di mille polemiche, prima per rifiuti trovati in corsia, poi per l’incursione di Striscia La Notizia che ha testimoniato l’eterno “parcheggio” dei malati nei corridoi, nonostante un reparto intero chiuso al pubblico, poi ancora la carenza di personale. E ora ci si mette pure il sospetto di un sabotaggio, atto gravissimo, soprattutto per un ospedale.

Lunedì è stato manomesso l’impianto di distribuzione dell’ossigeno e pare che non sia stato un incidente ma un gesto deliberatamente studiato. I carabinieri stanno indagando partendo dai documenti lasciati dallo stesso ospedale dopo una rapida indagine interna che avrebbe evidenziato una manomissione dolosa. Le reazioni di Nicola Zingaretti, presidente della Regione, non si sono fatte attendere: “un fatto gravissimo”, ha commentato lui che ha speso molte energie per la Sanità del Lazio.

Insieme a lui anche la voce del direttore generale dell’ospedale, Antonio D’Urso, che sospetta un gesto nato da qualche malcontento interno che ha generato una protesta assurda. Ma è inaudito che per una protesta, anche se mossa da legittime motivazioni, si metta a rischio la vita delle persone. Al San Camillo hanno rischiato in dieci. Dieci pazienti della Rianimazione che per alcuni minuti non hanno più ricevuto ossigeno dai macchinari. L’intervento tempestivo ha evitato il peggio ma cosa sarebbe successo se si fosse recepito l’allarme troppo tardi?

admin

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