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Dodici anni "in coma". Ma sentiva e capiva tutto

Lui si chiama Pistorius, come il campione olimpico divenuto tristemente famoso per una storia di omicidio. Ma il nome è diverso, e anche il destino. Martin Pistorius, sudafricano come Oscar, oggi ha 39 anni ma ne ha passati almeno dodici in uno strano stato di alienazione che per alcuni era “coma” per altri solo una condizione disperata di non comunicazione. Fatto sta che questo ragazzo, che oggi è un uomo felice, sposato e con un lavoro, ha raccontato la sua incredibile vicenda nel libro GHOST BOY (ragazzo fantasma).

Fino alla prima media, Martin è un bambino sano e felice. Poi si ammala. Influenza, credono tutti, ma in realtà si tratta di meningite. Una malattia che gli fulmina letteralmente il cervello e lo lascia paralizzato e muto, in coma, per mesi, per anni. Anche se si risvegliasse, dicono i medici, resterà col livello mentale di un neonato e non potrete far altro che curarlo finché non morirà. Molto presto, aggiungevano. E le sofferenze, di Martin e della famiglia, sono cominciate. Sono durate a lungo, in un calvario fatto di notti insonni, centri di specializzazione, cliniche. Ad un tratto la madre dice: “Mi auguro che tu muoia presto”, lo dice con dolore, per liberare il figlio prima che se stessa.

Martin però non muore. Anzi, in quella paralisi fisica e mentale lui sente tutto. Capisce tutto. Solo che non può rispondere, anche se vorrebbe. Ricorda cose come l’11 settembre, l’elezione di Mandela, la morte di Lady Diana, ricorda i programmi televisivi che lo costringevano a guardare, e che lui odiava ma non poteva dirlo. Ricorda le stagioni e il sole. E proprio dal sole nasce la sue decisione di cambiare. Ad un certo punto ricorda di aver deciso: voglio sapere che ore sono. E dunque comincia a seguire i movimenti del sole e della notte, comincia ad associarli agli orari che sente dire a familiari e infermieri. Comincia, insomma, a riattivare il cervello. E così, pian piano, torna ad avere un contatto con la realtà e si risveglia. Oggi -sebbene sia su una sedia a rotelle e comunichi solo con gesti e computer- Martin ha una vita indipendente, una donna che lo ama e la soddisfazione di poter “gridare” a modo suo che dal coma si può tornare.

admin

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