Home » Benessere » Depressione, avanguardia dell'Alzheimer

Depressione, avanguardia dell'Alzheimer

L’Alzheimer si può prevedere anche molto prima della comparsa dei primi segni di amnesia. Un po’ lo si sapeva, ma ora c’è la conferma che viene dall’università di St.Louis (USA) la quale ha individuato nello stato depressivo un primo, importante campanello di allarme per l’insorgenza della malattia. Lo studio, pubblicato su NEUROLOGY, ha indagato i problemi comportamentali dei pazienti poco prima che si ammalassero e il punto in comune era proprio la depressione.

Non solo questa, però, anche ansia, agitazione e con il passare del tempo le prime piccole amnesie. Ma è la depressione quella su cui puntare, perchè accomuna quasi tutti i soggetti studiati, che non sono pochi (2.416 persone con più di 50 anni di età). I soggetti sono stati seguiti per 7 anni durante i quali si è visto che la metà è rimasta normale mentre il gruppo restante ha sviluppato forme di demenza. Proprio su questi si è visto l’insorgere dei problemi depressivi nel corso dei 7 anni di studio, prima che iniziasse la malattia vera e propria.

Ovviamente la depressione ha toccato anche qualcuno dei “sani”, ma in linea di massima chi era depresso fin da giovane aveva un altissimo rischio di ammalarsi di Alzheimer, rischio poi confermato dai risultati finali. Quel che resta da capire è se la depressione sia una reazione del cervello alla malattia incipiente o se al contrario se l’Alzheimer nasce per colpa della depressione e dei danni che causa al cervello. Bisogna capire se è un cervello con anomalie che causa il tutto o se le anomalie insorgono dopo, come conseguenza. Il fatto provato è che nei depressi il rischio Alzheimer è 12 volte maggiore che nel resto dei soggetti sani. Una prova da tenere in considerazione.

admin

x

Guarda anche

Ecco perché l’orgasmo è una “bella malattia”

L’orgasmo? Chi non farebbe i salti mortali per provarlo, come si deve, almeno una volta ...

Condividi con un amico